Una discesa del fiume Ombrone targata Terramare e Uisp per commemorare i sessant’anni dall’alluvione, a memoria del tragico evento che nel 1966 devastò Grosseto.
Se allora la furia dell’acqua spaventò la città, la discesa in fiume organizzata per la ricorrenza ha portato alla luce un paradosso tipicamente moderno: un livello idrico bassissimo rispetto alla media stagionale, a testimonianza di quanto la crisi climatica stia mutando i nostri corsi d’acqua.
Circa quattro i chilometri di fiume navigati durante la giornata. Nonostante le difficoltà del fondale, sette tecnici sportivi di kayak e rafting dell’associazione Terramare Uisp si sono dati appuntamento in località Berrettino — proprio in fondo a via De Barberi, dove sessant’anni fa il fiume ruppe gli argini — per dimostrare che l’Ombrone, se trattato con cura, rappresenta una risorsa fondamentale e una straordinaria opportunità di sviluppo in chiave turistica e sportiva.
«L’obiettivo era quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza del fiume che va rispettato, valorizzato ma allo stesso tempo monitorato — afferma Maurizio Zaccherotti, presidente dell’associazione Terramare e coordinatore nazionale Uisp Acquaviva —. Con questa iniziativa si apre ufficialmente la stagione fluviale della nostra associazione, che coinvolgerà scuole e gruppi organizzati desiderosi di esplorare l’Ombrone e praticare attività sportiva all’aperto. Da oltre quindici anni portiamo avanti questo impegno e oggi raccogliamo i frutti di un lungo lavoro: basti pensare al successo dell’ultima edizione del Palio Rafting Studentesco, che ha visto al via più di cento studenti, o ai numeri straordinari di ViviFiume 2026. In questa occasione abbiamo voluto radunare chi in passato diede vita alle prime storiche attività dell’ex Canoa Club di Istia e del settore Acquaviva Grosseto, diventando poi i nostri maestri di canoa: Stefano Terenzi, Claudio Venturi e Massimo Contri, affiancati dagli amici pagaiatori Fabio Dolci, Roberto Vetrallini e Marco Borragine».